fisheat

Campania, Alici e sarde dalla menaide alla lampara

 

8,9 % delle flotta peschereccia nazionale
10% strascico
5,4% circuizione
1,2% draga idraulica
81,2% piccola pesca
2,1% polivalenti passivi

alici-cetara

La colatura di alici, l’antico garum dei romani, testimonia il legame della tradizione gastronomica mediterranea con i piccoli pelagici, che da sempre rappresentano una fonte di nutrimento e guadagno per i pescatori italiani. La pesca si praticava generalmente nella stagione estiva, ed il prodotto appena pescato veniva conservato sotto sale in grandi barili.

Il sistema più antico per la pesca professionale di alici e sardine era praticata con reti da imbrocco come la menaide che, calata a corrente e formata da un singolo panno a maglie uguali, catturava i pesci che il pescatore doveva successivamente sfilare dalla rete uno ad uno. Altro sistema in uso era la rete a circuizione senza chiusura detta anche saccaleva o rete e a fontana. Grazie a questo attrezzo era possibile insidiare l’intero branco di pelagici che veniva circuito, recuperando per prima la lima dei piombi in maniera da formare una specie di sacco catturante.

A partire dagli anni ‘20 questi sistemi di pesca vennero gradualmente sostituiti dalla lampara, sistema più efficiente che sfrutta l’abitudine dei piccoli pelagici di stazionare sotto ad una fonte luminosa. Ma il nome lampare, contrariamente alla credenza comune, non deriva tanto dall’utilizzo di fonti luminose ma probabilmente dal fatto che nelle notti senza luna le braccia della rete quando si salpano diventano fosforescenti.

La rete è del tipo a circuizione, è distesa verticalmente ed è tenuta in superficie dai galleggianti. Viene calata dall’imbarcazione principale, come se fosse un grande lenzuolo, mentre un’altra imbarcazione provvista di fonte luminosa raduna il pesce, evitando che si disperda.

All’inizio la fonte luminosa era costituita da un fuoco accesso su un trespolo fuori bordo, poi da una lampada alimentata con carburo, successivamente con il petrolio ed infine, ai giorni d’oggi con generatori di elettricità.

A partire dagli anni ‘40 è stato introdotto un nuovo sistema di pesca con una rete detta cianciolo. La grande novità consiste dall’aggiunta di anelli di ferro sulla lima dei piombi che consentono una chiusura meccanica della rete nella sua parte inferiore, consentendo in maniera molto veloce di intrappolare l’intero branco di pesci.