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Lazio, Le telline, le protagoniste del litorale romano

4,6% della flotta peschereccia nazionale
20,8% strascico
1,0% circuizione
4,0% draga idraulica
68,0% piccola pesca
6,2% polivalenti passivi

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Più dolci e delicate degli altri molluschi, le telline sono un simbolo della cucina romana. Note e apprezzate già 2000 anni fa quando Apicio, patrizio romano contemporaneo di Tiberio e autore del primo e famoso ricettario De re coquinaria ne decantava le lodi. Ora, grazie alle loro piccole dimensioni che ben si prestano come condimento, sono diventate un ingrediente per piatti caratteristici come la bruschetta o gli spaghetti con le telline.

I piccoli molluschi sono pescati solo con rastrelli da natante, utilizzando piccole imbarcazioni da pesca costiera o a mano. I “tuninolari” (da “tuniola”, nome dialettale della tellina), detti anche “tellinari”, escono all’alba e rientrano a mezzogiorno, risalendo la costa lungo la riva solo nelle giornate in cui il mare è calmo. I rastrelli da usare a mano, camminando lungo la spiaggia, sono larghi circa 60 centimetri, quelli da natante invece arrivano a circa un metro e mezzo. I rastrelli utilizzati sono costruiti personalmente dai pescatori: un tempo erano di legno, oggi sono di acciaio.

Sono entrate a far parte dell’elenco dei prodotti tradizionali del Lazio ovvero di quei prodotti agroalimentari i cui metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura sono consolidate nel tempo e tra i Presidi di Slow Food che sostengono le piccole produzioni tradizionali che rischiano di scomparire, valorizzano territori, recuperano antichi mestieri e tecniche di lavorazione.