fisheat

Umbria, quando il pesce si fa “dolce”

65 imbarcazioni per la pesca nelle acque interne con i seguenti attrezzi:
Reti da imbarco
Tofi
Giacchio

tinca1

“E traversammo per veder Perugia […]

Il suo contado un ricco lago serra

Il qual è si fornito di buon pescie

Ch’assai ne manda fuor de la sua terra”
(Fazio degli Umberti, XIVsec)

Un lago incastonato fra le colline, elemento cardine di una gastronomia di qualità i cui sapori sono plasmati dal clima e dalla civiltà etrusca che ha vissuto nel territorio.

Una cucina di tradizione secolare che attinge dalle acque del Trasimeno, resa unica dalla sua posizione di confine e dall’unione dei tratti umbri e toscani. Le ricette a base di pesce lacustre rappresentano parte importante dei sapori del territorio.

La tinca è tra pesci d’acqua dolce più conosciuti in Italia e non solo.

Le sue carni sono molto apprezzate, oggi come in passato. Documenti che attestano il riconoscimento della sua elevata qualità, risalgono al 1139.

In tempi più recenti, sul Lago Trasimeno, è stata avviata la procedura per richiedere la Dop. Un modo per valorizzare queste produzioni e rinsaldare il legame con un esemplare tipico di queste acque, che per la sua natura stanziale, non ama vagare.

I pescatori del Trasimeno la commercializzano fresca, in filetti per esaltarne al meglio il gusto, oppure affumicata, utilizzando il marchio “Sapori del Trasimeno”.

Un marchio per garantire che il prodotto che si sta mangiando proviene da una pesca di cattura, è stato lavorato in maniera artigianale, utilizzando solo prodotti naturali, come la farina di faggio per l’affumicatura e pagando il giusto prezzo a tutti gli operatori della filiera dal pescatore alla filettatrice.

Lasciamo alla tavola l’onere di coronare la tinca “regina dei laghi” e risolvere la disputa riportata da un vecchio detto popolare…

Disse la tinca al luccio: vale più la mia testa che tutto il tuo buccio (busto)”