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Veneto, Le moeche, prelibatezze di mare

5,5% della flotta peschereccia nazionale
27,6% strascico
5,0% volante
22,6% draga idraulica
44,9% piccola pesca

moeche

La “moeca o moleca” è il termine con cui si definisce il granchio comune “Carcinus mediterraneus” che in poche ore, abbandonato il vecchio carapace, non ha ancora consolidato la nuova corazza. In Veneto, questo termine si associa anche all’effigie del leone di San Marco alato, simbolo della città, che sorge dalle acque (“el leon en moeca”).

La pesca avviene in primavera e autunno e viene praticata nella sola laguna di Venezia, nelle zone di Burano, Giudecca e Chioggia, con delle particolari reti da posta (trezze) che vengono posizionate nei bassi fondali lagunari e terminano con trappole cilindriche (nasse), che permettono la raccolta dei granchi. I granchi pescati vengono portati dentro sacchi di juta agli impianti di lavorazione dove si effettua l’operazione di cernita. I sacchi vengono svuotati su tavoli (gorne), da cui vengono selezionate le diverse tipologie di granchio in funzione dello stadio biologico. Si individuano così i granchi spiantani (che a giorni diventeranno moleche), quelli boni (che a giorni diventeranno spiantani) e quelli matti, che invece non muteranno più nel corso della stagione di raccolta. Purtroppo, questa specialità veneziana rischia di scomparire a causa dell’inquinamento e del basso ricambio generazionale che può comportare la perdita di conoscenze ed esperienze. Per tale motivo, oltre al riconoscimento nazionale di Prodotto Agroalimentare Tradizionale, è stato istituito anche un presidio Slow Food, sostenuto dalla regione Veneto.