fisheat

Riconoscimento prodotti ittici

L’esigenza di valorizzare e salvaguardare particolari produzioni alimentari locali, legate ad uno specifico territorio o trasformate secondo tecniche tradizionali, hanno portato le imprese ha differenziare questi prodotti da quelli “generici”, attraverso l’introduzione di marchi e certificazioni. Per tutelare i prodotti tipici comunitari, l’Unione europea ha emesso una serie di norme che, attraverso dei marchi riconosciuti da tutti gli Stati membri, attestano la tipicità dell’alimento, ne assicurano la sua qualità e lo pubblicizzano al consumatore.

Ne sono un esempio i marchi DOP, IGP e STG.

I prodotti DOP (Denominazioni d’Origine Protetta) sono prodotti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono stati prodotti o per fattori naturali come il clima o le caratteristiche ambientali, o per fattori umani quali le tecniche di produzione tramandate nel tempo. In Italia, i prodotti ittici che hanno ottenuto questo riconoscimento sono le Cozze di Scardovari e la Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino.

I prodotti IGP (Identificazione Geografica Protetta) si caratterizzano per avere almeno una fase del processo produttivo in una specifica area, come ad esempio le Acciughe sotto sale del Mar Ligure, il Salmerino e le Trote del Trentino.

Infine, i prodotti STG (Specialità Tradizionale Garantita) sono ottenuti con metodi di produzioni o trasformazioni che corrispondono ad una pratica tradizionale o che sono ottenuti con materie prime o ingredienti utilizzati tradizionalmente.

In Italia, sono presenti anche i cosiddetti Prodotti Tradizionali Agroalimentari (PAT) che comprendono quei prodotti “ottenuti con metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidati nel tempo, omogenei per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore ai venticinque anni”. Fra questi figurano preparazioni ittiche di nicchia, prodotte in quantità limitate e relativi ad aree territoriali molto ristrette, tali da non giustificare una DOP o una IGP, come ad esempio le moeche nella laguna di Venezia, le telline del litorale romano, l’acciuga di Monterosso o il pesce sciabola calabrese.

poster_taglie_minme_UNIMAR